martedì 27 gennaio 2009

Quando il cammino di due neri americani...

.... si incrocia. In questo momento nel lettore gira una raccolta di John Coltrane. Quando si cerca di dare un significato ad una giornata, lui è uno degli indiziati principali per tinteggiare di significato la giornata. In questi giorni c'è stato un grande fermento attorno all'insediamento alla Casa Bianca - Nera - di Obama. C'è molta fiducia attorno a lui, e sembrerebbe che in questi giorni sia partito con lo sprint giusto. Non siamo nel bel mezzo di un film di Spike Lee o nella notte fumosa della Harlem di qualche anno fa. No, questa è realtà di oggi. C'è molta fiducia attorno a lui, ma non è la solita retorica sul fatto che si debba credere per forza in lui perchè, in quanto nero, bisognerebbe alimentare il politically correct che c'è dietro a queste questioni; no, sarebbe sbagliato metterla su questo piano. Si rischierebbe di fare razzismo al contrario. questo è un discorso che esula dall'antropologia sociale e culturale. C'è fiducia attorno a lui perchè dà una immagine di sè molto pulita e poco da burocrate nella pratica, e questo basta, indipendente dalla razza. Certo, il fattore storico - e qui entra l'antropologia - è fondamentale. Ci sono sicuramente neri che non l'hanno votato, quindi è fattore prevalentemente umano più che di razza, anche se seguìto immediatamente da quello della razza con annesse tutte le vicende umane e culturali che hanno caratterizzato gli afroamericani. Coltrane è un Dio, forse colui che ha avuto il suono più nero della storia del Jazz. In lui, più che in chiunque altro, sento puzza di nero, quindi ad Obama lascio Spiritual, una viaggio musicale da pantera nera per un presidente finalmente nero. Dopo Miss Italia, ed ora il presidente USA, aspettiamo anche il Papa nero, come cantavano i Pittura Freska....

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