.... si incrocia. In questo momento nel lettore gira una raccolta di John Coltrane. Quando si cerca di dare un significato ad una giornata, lui è uno degli indiziati principali per tinteggiare di significato la giornata. In questi giorni c'è stato un grande fermento attorno all'insediamento alla Casa Bianca - Nera - di Obama. C'è molta fiducia attorno a lui, e sembrerebbe che in questi giorni sia partito con lo sprint giusto. Non siamo nel bel mezzo di un film di Spike Lee o nella notte fumosa della Harlem di qualche anno fa. No, questa è realtà di oggi. C'è molta fiducia attorno a lui, ma non è la solita retorica sul fatto che si debba credere per forza in lui perchè, in quanto nero, bisognerebbe alimentare il politically correct che c'è dietro a queste questioni; no, sarebbe sbagliato metterla su questo piano. Si rischierebbe di fare razzismo al contrario. questo è un discorso che esula dall'antropologia sociale e culturale. C'è fiducia attorno a lui perchè dà una immagine di sè molto pulita e poco da burocrate nella pratica, e questo basta, indipendente dalla razza. Certo, il fattore storico - e qui entra l'antropologia - è fondamentale. Ci sono sicuramente neri che non l'hanno votato, quindi è fattore prevalentemente umano più che di razza, anche se seguìto immediatamente da quello della razza con annesse tutte le vicende umane e culturali che hanno caratterizzato gli afroamericani. Coltrane è un Dio, forse colui che ha avuto il suono più nero della storia del Jazz. In lui, più che in chiunque altro, sento puzza di nero, quindi ad Obama lascio Spiritual, una viaggio musicale da pantera nera per un presidente finalmente nero. Dopo Miss Italia, ed ora il presidente USA, aspettiamo anche il Papa nero, come cantavano i Pittura Freska....
martedì 27 gennaio 2009
Quando il cammino di due neri americani...
.... si incrocia. In questo momento nel lettore gira una raccolta di John Coltrane. Quando si cerca di dare un significato ad una giornata, lui è uno degli indiziati principali per tinteggiare di significato la giornata. In questi giorni c'è stato un grande fermento attorno all'insediamento alla Casa Bianca - Nera - di Obama. C'è molta fiducia attorno a lui, e sembrerebbe che in questi giorni sia partito con lo sprint giusto. Non siamo nel bel mezzo di un film di Spike Lee o nella notte fumosa della Harlem di qualche anno fa. No, questa è realtà di oggi. C'è molta fiducia attorno a lui, ma non è la solita retorica sul fatto che si debba credere per forza in lui perchè, in quanto nero, bisognerebbe alimentare il politically correct che c'è dietro a queste questioni; no, sarebbe sbagliato metterla su questo piano. Si rischierebbe di fare razzismo al contrario. questo è un discorso che esula dall'antropologia sociale e culturale. C'è fiducia attorno a lui perchè dà una immagine di sè molto pulita e poco da burocrate nella pratica, e questo basta, indipendente dalla razza. Certo, il fattore storico - e qui entra l'antropologia - è fondamentale. Ci sono sicuramente neri che non l'hanno votato, quindi è fattore prevalentemente umano più che di razza, anche se seguìto immediatamente da quello della razza con annesse tutte le vicende umane e culturali che hanno caratterizzato gli afroamericani. Coltrane è un Dio, forse colui che ha avuto il suono più nero della storia del Jazz. In lui, più che in chiunque altro, sento puzza di nero, quindi ad Obama lascio Spiritual, una viaggio musicale da pantera nera per un presidente finalmente nero. Dopo Miss Italia, ed ora il presidente USA, aspettiamo anche il Papa nero, come cantavano i Pittura Freska....
Widespread Panic featuring The Dirty Dozen Brass Band - Another Joyous Occasion: RITORNO AL FUTURO

La forza di questo live è la jam continua, non si percepisce neanche quando finisce una canzone e comincia un'altra; e di fatto sembra una traccia unica e continuata in cui la jam viene portata all'esasperazione. La band suona compatta nel vero senso della parola, potente e precisa, e la sezione fiati della Dirty Dozen la supporta con energia e vigore. Si parte con Fishwater, pezzo che ricorda i fasti jammosi più ispirati della Allman Brothers band, più la Dirty Dozen la quale dipinge il pezzo - così come in tutto il disco del resto - con cariche tipiche di R&B e Funky. Mentre la festa piena di colori è solo appena iniziata, si arriva alla seconda traccia che è Superstition, il grande classico di Stevie Wonder coverizzato anche da Stevie Ray Vaughan e Jeff Beck. Altro grande pezzo da segnalare è la fantastica Christmas Katie, una ballata "al piccolo trotto" e molto coinvolgente in cui si riversano tante atmosfere propie del Sud degli States: dal Soul di New Orleans al Funky tipico della Motown, con i tromboni a dare un tocco di R&B nell'accompagnamento; mentre il tutto sfocia rapidamente in un'accellerata in cui la chitarra del povero Michael Houser, morto nel 2002, parte con uno strabiliante solo energico. Un suono stupendo, a metà tra Dickey Betts e Carlos Santana, caldo e pastoso. Inutile spendere altre parole, perchè il disco è lineare ma nello stesso tempo non annoia, dato che si tratta di un live carico carico! Un live che è la sintesi perfetta di un certo Southern Rock della prima ora, e quindi potrebbe entrare di diritto tra classici del genere, pur essendo solo del 2000.
lunedì 26 gennaio 2009
A spasso con i Rolling Stones...

Ci sono esperienze nella vita legate alla musica che sembrano non reali o comunque frutto di una sceneggiatura cinematografica, tanto sono intense e "cinematografiche" appunto. A questo punto: è la vita che sembra un film, in cui ognuno nel propio quotidiano e nelle occasioni speciali dà vita a dei modi per farla somigliare ad un film, o sono i film che somigliano alla vita traendo spunto da essa? Chissà...
Nel 2003 si doveva organizzare un pullman con un gruppo di amici per andare a vedere gli Stones a San Siro. Come al solito in questi casi, c'è chi fa il pacco e quindi si lascia perdere il tutto.
Marzo 2006: dopo alcune voci dei mesi precedenti, viene ufficializzato il tour europeo degli Stones. C'è Milano come tappa, ma c'è anche Stoccarda. Senza cercare di convincere quei 4 sciagurati, molti dei quali erano i protagonisti del pacco di tre anni prima, telefono ad un amico che lavora a Stoccarda, e gli dico di tenersi pronto per i biglietti che sarebbero usciti sa lì a poco. Maggio 2006: Keith Richards chitarrista viene operato alla testa dopo una caduta da una palma mentre era in vacanza, forse tour annullato.
Fine Maggio 2006: Ron Wood chitarrista in una clinica per alcolisti. Ci sono tutte le premesse per la catastrofe, ma alla fine annullano le tappe di fine Maggio e di Giugno che verranno recuperate nel 2007. Stoccarda è salva, e il tour parte da Milano a metà Luglio.
Il concerto doveva tenersi il 3 Agosto, ma io decido di partire il 30 Luglio, così avrei avuto modo di fare una vacanza come non ne facevo da tempo. In pratica ho fatto una settimana, con il concerto il Mercoledì, da Sabato a Sabato ospite dal mio amico. Viaggio con il pullman, 33 ore, on the road fino allo stremo! Raccontare della folle e delirante settimana tedesca non è facile propio perchè molto intensa, una settimana di puro Rock and Roll, in cui il tutto veniva accentuato dall'euforia pre e post concerto. Si arriva alla tarda mattinata del concerto: il mio amico telefona ad un suo cugino per incontrarci prima di andare allo stadio. Il cugino lavorava per una ditta di sicurezza privata, ed era stato assegnato al concerto. Ci ritroviamo, mangiamo un Kebab, e ci dirigiamo alla volta dello stadio di Stoccarda. Ci salutiamo con il cugino che deve prendere servizio, e ci sediamo in un chiosco di birra. Conosciamo una coppia di Torino e che stava seguendo gli Stones in tutta europe; e mentre si parla del più e del meno, salta fuori il concerto degli AC/DC tenutosi il 4 Luglio del 2001 al Delle Alpi di Torino, mio primo concerto, ebbene: il mondo del Rock è piccolo: questa coppia si trovava come me al concerto degli AC/DC. Conosciamo anche un italo argentino che lavora in Germania, e tra una birra e l'altra parliamo dei mondiali appena conclusi. Questo ci invita ad aggregarci ai suoi amici, ma noi decliniamo educatamente l'invito e ci dedichiamo solo alle nostre birrette (....) Dopo aver lasciato questo tizio con i suoi amici, cominciamo a parlare - il mio amico parlava, io improvviso un inglese-tedesco con retrogusto italiano, molto italiano..... - con un gruppo di bikers tedeschi. Offriamo giri e offrono giri e nel frattempo, si avvicina a noi una ragazza scura, dato che ci ha sentito parlare in italiano: era una peruviana arrivata da Milano con un amico e i quali andavano a caccia di due biglietti senza che avessero la ben che minima idea di dove andare a parare. L'amico era un tipo non propio sveglio, così quel temerario del mio amico con me al seguito, andiamo a caccia dei biglietti e con i peruviani al nostro seguito. Beh, ad un'ora dal concerto due biglietti prato a 25 euro l'uno, le fanciualla era felice....
Nel frattempo è quasi ora di entrare dai cancelli. Entriamo e ci mettiamo a bivaccare osservando la marea che c'è, e dopo una mezz'oretta entriamo nello stadio perchè è quasi ora. Gruppo spalla Simple Minds. Concerto spettacolare, in barba a tutti i malanni, erano in formissima! Quando si dice: "vendere l'anima al diavolo".... pochi mesi prima moribondi, e poco dopo quei "vecchi" che saltavano come dei tarantolati. Scenografia a dir poco pazzesca. Quella tappa è stata l'unica tappa di quel tour europeo in cui eseguirono Paint it Black, e questo è un piccolo orgoglio per noi che c'eravamo! Mick un vero animale da palco, quanta energia, contaggioso! Keith è la sintesi dello spirito del Rock And Roll, ammiccava, si muoveva come un pazzo, era il padrone! Magnifici tutti! Tra grandi classici e nuove hits si arriva alla fine. Alla fine del concerto prendiamo al volo un taxi e ci dirigiamo verso il Meridien, il più importante hotel di Stoccarda. Già c'eravamo stati alla mattina, dato che avevamo avuto una soffiata, ma ovviamente domandando a quelli dell'hotel non ci dicevano nulla e rimanevano abbottonati e sul vago, anche se uno rideva pur negando mentre il mio amico gli faceva domande...
Davanti all'Hotel c'era posteggiata la limousine degli Hells Angels, quindi bingo! Entriamo nel bar dell'hotel e degli Stones loro nemmeno l'ombra; nel frattempo ci dicono che se volevamo rimanere nel bar dovevamo consumare, e noi mica ce lo siamo fatti ripetere due volte... assetati ancora come dei cammelli....
Nel via vai di gente c'erano anche un paio di "signorine" al massimo ventenni e che bevevano Champagne con vecchi facoltosi, sembrava il set di un film appunto.... e poi salivano in camera....
Dopo tutto questo "scendono o non scendono" arrivano le 5 della mattina. Non c'è quasi più nessuno, e quindi come sempre da reduci di un concerto, e cioè stanchi ed ubriachi decidiamo di non poter aspettare più. Al diavolo gli Stones... prima di andare però, almeno la soddisfazione di una foto con un paio di armadi degli Hells Angels, il mio amico ne chiama un paio che erano seduti ancora nella hall, foto e a tutti a casa a dormire. It's only Rock and Roll... con la lingua di fuori e sempre a 1000!
Stevie Ray Vaughan: il Numero Uno
Chissà come sarebbe il mondo della musica oggi se Stevie Ray Vaughan non avesse lasciato questo mondo una sera di fine Agosto di qualche anno fa. Che suono avrebbe e come suonerebbe oggi la sua Stratocaster? Suonerebbe con la stessa sincerità? Avrebbe fatto scelte a cavallo tra il commerciale e le radici come ha fatto il suo amico Eric Clapton in questi anni? Sarebbe andato per la sua strada sempre e comunque? Forse....Del resto uno che lascia una traccia così profonda nel mondo della musica, raggiungendo la ribalta in un decennio come quello degli anni '80, un decennio che tutto era tranne che un buon terreno per una musica così "scarna", beh, lo si deve lasciare andare per forza per la sua strada. Una strada giusta....
Parlare di Stevie Ray Vaughan è come parlare di uno di famiglia. Sicuramente è stato il vero alfiere del Rock Blues più sincero! Una tecnica eccellente, un songwriting ispiratissimo e definirlo un semplice chitarrista Rock Blues è riduttivo. Basterebbe ascoltare pezzi come Stang's Swang, Riviera Paradise e Chitlins con Carne, in cui si sente l'influenza di grandi chitarristi Jazz come Was Montgomery e Kenny Burrell, per decretarne la versatilità nell'àmbito della musica nera. Una presenza scenica leggendaria e un carisma fuori dal comune, tutto questo grazie ai suoi cappelli a tesa larga e ai suoi foulard sgargianti, pezzi di stoffa i quali sembravano provenire da un raduno di freakettoni di provincia del profondo Sud; dattagli nati propio per dare maggiore enfasi al suo stile e al suo personaggio. Se Hendrix ha rivoluzionato il modo di intendere la chitarra elettrica nel Rock Blues e nel Rock in generale, Stevie Ray Vaughan ha portato tutto questo ai massimi livelli. Nellle sue versioni di Little Wing, Voodoo Chile e Manic Depression, si sente certamente la devozione verso Hendrix, - devozione esternata sempre ai limiti del maniacale da parte di Vaughan nei confronti del chitarista di Seattle - ma si percepisce in modo altrettanto limpido anche il fatto che Vaughan seppe intraprendere una strada diversa e con una sua personalità.
Stevie Ray Vaughan e la sua rivoluzione nel dettaglio: da Texas Flood primo album ufficiale in studio del 1982, - con in mezzo il terzo album Soul to Soul, album la quale vede l'ingresso nei Double Trouble del mitico Reese Wynans alle tastiere - fino a Family Style con suo fratello Jimmy del 1990, uscito quasi in concomitanza con la sua morte. La grande schiera dei live: Live in Montreux 82 & 85, Carnagie Hall, Live Alive, In the Beginning uscito postumo e in cui lo si sente all'opera con la prima formazione dei Double Trouble, cioè con Jack Newhouse al basso; il recente Live in Tokyo e il recentessimo "Boogie with Stevie", versione ufficiale del bootleg registrato il 7 Luglio 1984 negli studi della CBS di Honolulu nelle Hawaii, assieme a suo fratello Jimmy, Jeff Beck, alla cantante Angela Strehli e chi gira in bootleg con il nome di "Hottest Live From Exotic Honolulu"; inoltre sono presenti anche alcune tracce tratte dal concerto tenutosi a Daytona Beach nel 1987. Dopo la sua morte ovviamente gli amici musicisti si mobilitarono in vari modi per tributarne il talento, e una di queste testimonianze tra le più sentite è sicuramente il tributo fattogli da B.B. King, Eric Clapton, Jimmy, DR. John, Buddy Guy, Robert Cray ed altri artisti; tributo molto sentito, con una splendida foto dei partecipanti in cui li si ritrae mentre guardano il cielo (....) Una chicca imperdibile è sicuramente il box set composto da tre cd e dal dvd live "One night in Texas" registrato alla Austin City Limits di Austin nell'ottobre '89. Nei cd ci sono i duetti e le sue partecipazioni in qualità di ospite in album di altri artisti, versioni studio di canzoni dei suoi album, versioni alternative, canzoni da live ufficiali, canzoni che girano in bootleg altro ancora: le partecipazioni di Stevie Ray Vaughan con Paul Ray e the Cobras - primo gruppo semi professionista di Vaughan -, con Johnny Copeland, con il suo Maestro Albert King - assolutamente tutto l'album In Session è un must per tutti gli amanti del Rock Blues -, duetti con Lonnie Mack, A.C. Reed, con Jeff Beck, tracce tratte dagli speciali di MTV in compagnia di Jimmy, oltre ad alcune tracce registrate la sera prima della tragedia di Alpine Valley. Sull'elicottero appena alzatosi in volo e che si schiantò sulla collina della località montana di Alpine Valley doveva esserci suo fratello Jimmy. Alcuni dicono Eric Clapton. Resta il fatto che Stevie Vaughan, dopo la jam la quale concluse quella serata, chiese la concessione dell'ultimo posto disponibile dell'ultimo elicottero e che doveva portare i musicisti a Chicago, perchè non voleva aspettare la tornata successiva dato che si sentiva troppo stanco e voleva rientrare subito in albergo a Chicago. Destino? Un disegno divino dato che Vaughan seppe tornare dall'inferno dopo esserci andato più volte accompagnato da droga e alcol, e quindi la sua strada era già segnata? Chi lo sa.... un fatto curioso sicuramente è la data, e cioè il 27 Agosto. Propio quel 27 Agosto in cui arrivò la morte per il padre Big Jim Vaughan, 4 anni prima, dopo una lunga malattia. Anche le raccolte hanno una forte importanza all'interno della sua discografia come ad esempio The Sky is Cryng e Blues at Sunrise in cui ci trovano altre chicche, oltre ai vari Greatest Hits, come ad esempio The Real Deal: Greatest Hits Volume II e The Essential Stevie Ray Vaughan and Double Trouble, best of molto interessanti e i quali sintetizzano in modo esaustivo la carriera di Stevie Ray Vaughan; oltre alla compilation Martin Scorsese Presents the Blues - Stevie Ray Vaughan, curata da Martin Scorsese per un suo film sulla sua famosa serie dedicata al Blues. Vaughan suonò diverse volte in Italia: nel 1985 ad Umbria Jazz, e nel 1988 al Pistoia Blues Festival, - di cui gira il bootleg audio "In Italy" oltre al video non integrale del concerto ripreso dalle telecamere della RAI - una tappa a Lignano Sabbiadoro, e due a Milano, tutte nel Luglio del 1988. Ci sono molto bootleg interessanti - tra i tanti - i quali immortalano le cavalcate di Stevie Vaughan e dei suoi Double Trouble, come ad esempio Hottest Live From Exotic Honolulu citato in precedenza. Un bel promo doppio registrato per la CBS alle Hawaii nel 1984. Quattro pezzi del secondo cd - Wham, Texas Blues, Last Call, Jeff's Boogie - vedono Stevie duettare con Jeff Beck, più in altri accompagnato alla voce dalla cantante texana Angela Strehli. Non è stato l'unico lavoro di Stevie in una convention della CBS, dato che nel suo Boxed Set, - anch'esso citato in precedenza - è presente una versione di Little Wing/Third Stone From the Sun suonata il 15 Marzo del 1984 e sempre negli studi CBS di Honolulu; mentre il bootleg in questione è del 7 Luglio sempre del 1984, nel quale figura tra l'altro un'altra versione di Little Wing/Third Stone From the Sun quasi simile. Altro buonissimo bootleg è sicuramente il Rock Palast - Live in Lorely, live registrato in Germania il 25 Agosto del 1984. Sono 12 pezzi, e qualitativamente è superiore al bootleg di Honolulu, tranne che per i due pezzi iniziali+intro - Scuttle Buttin' e Voodoo Child - quasi inascoltabili. Un bootleg molto ben fatto rispetto agli standard sonori degli stessi a cui si è abituati in certi casi. Il bootleg tiene al propio interno anche una versione dello standard Tin Pan Alley tra le più belle ed intense mai eseguite dal chitarrista texano. Vaughan era in gran forma in quel periodo, pur essendo nel pieno del suo periodo burrascoso di droga e alcol. Altro giro altra corsa: The First Thunder, un bootleg a nome di Steve Vaughan con una delle prime incarnazioni dei Double Trouble. Canzoni tratte dal concerto di Austin del Giugno '79, dell'Austin Blues Festival del Maggio dello stesso anno e con Lou Ann Barton come special guest, e pezzi tratti dal Live at the Peona's dell'Ottobre sempre del '79 con Johnny Reno al sax.
Per concludere, un passo significativo per immortalare la grandezza di questo artista il quale stravolse in modo incredibile il mondo della musica, un passo tratto da "Texas Tornado" di David Hastings, libro a lui dedicato:
"I Double Trouble interruppero la propia tournèè australiana per consentire a Stevie di recarsi a Memphis. Si trattava della cerimonia di consegna dei "W.C. Handy National Blues Awards" e Stevie venne insignito non di una, bensì di due onorificenze. Entertainer dell'anno e strumentista Blues dell'anno. Era la prima volta nella storia dell'evento, che un bianco vinceva nell'una e nell'altra categoria.... e per Stevie tale riconoscimento rappresentava quello che per uno scienziato o un letterato è il premio Nobel. La cerimonia di consegna dei premi, tenutasi all'Orpheum Theater, si concluse con una grande jam collettiva sul tema di "Every day I have the Blues" di B.B. King nel corso della quale Stevie sembrò insolitamente intimidito. Stevie sapeva di essere un buon chitarrista Blues, ma quei tizi che erano con lui sul palco quella sera erano il Blues!Se il fatto d'essere insignito del prestigioso premio, fu un riconoscimento da parte del mondo del Blues del valore di Stevie, esso sottolineò anche quante e quali fossero le sue difficoltà nel gestire il propio successo di uomo bianco che suonava musica nera. In effeti Stevie, stava facendo più soldi e vendendo più dischi di Muddy Waters, Howlin' Wolf o B.B. King, e non tutti i Bluesman accettavano la cosa senza un certo senso di fastidio. Homesick James Williamson, per esempio, dette voce al risentimento di costori, definendo Stevie "una disgrazia per la razza umana" e il suo stile chitarristico "troppo chiassoso e irrispettoso della tradizione". Fortunatamente, la maggior parte dei Bluesman neri non condividevano l'opinione di Williamson, anche perchè, a differenza di gente come i Led Zeppelin, che avevano fatto propio il materiale dei Bluesman neri senza riconoscerne le fonti, Stevie aveva sempre fatto di tutto per dare il giusto credito ai propio maestri. Una delle persone che fu maggiormente contenta del fatto che Stevie avesse vinto il premio, fu il grande B.B. King, al quale Stevie ricordava molti dei suoi idoli, personaggi del calibro di Blind Lemmon Jefferson, Django Reinhardt e ovviamente T-Bone Walker. Gente che aveva preso a modello ma il cui sound non è riuscito a riprodurre. King era anche grato a Stevie, per quello che stava facendo, ossia rendere il Blues popolare più che mai presso il pubblico giovane!"
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